Parole di Rame

ANTOLOGIA DI UNA RICERCA
martedì, 19 agosto 2008

Da qualche parte oltre l'arcobaleno

postato da kiaralastrega alle ore 11:23 | link | commenti (1)
categorie: viaggi, ricerca
sabato, 16 agosto 2008

Auto-eroismi

auto-eroismi1
Sane


auto-eroismi-2
e


auto-eroismi-3
salve.
postato da kiaralastrega alle ore 22:27 | link | commenti
categorie: viaggi, poesia, donne, amiche, radici, ricerca
giovedì, 14 agosto 2008

Buzzati e la linea d'ombra

... A poco a poco la fiducia si affievoliva. Difficile è credere in una cosa quando si è soli, e non se ne può parlare con alcuno. Proprio in quel tempo Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangano sempre lontani; che se uno soffre, il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sè una minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l'amore è grande, e questo provoca la solitudine della vita...

- Da "Il deserto dei Tartari" -







(grazie)

postato da kiaralastrega alle ore 18:09 | link | commenti
categorie: ricerca
mercoledì, 06 agosto 2008

Di corti, giullari e principesse

Ripensate all’adolescenza.
Avete avuto l’occasione di far parte del gruppo dei belli e famosi? Quelli desiderati, quelli figli di qualche famiglia bene, quelli che senza sforzo sanno farsi amare da professori e compagni.
Si, proprio quelli delle feste di compleanno più esclusive, che passavano le vacanze in qualche aristocratica isoletta italiana, che con un solo colpo di spazzola al mattino riuscivano ad avere la brillantezza che tanti altri ragazzini brufolosi non raggiungevano nemmeno nei giorni in cui l’acne dava loro un po’ di tregua.

A volte, gli ambienti che non si sono frequentati da adolescenti, tornano a noi quando siamo ormai adulti. Non richiesti, il più delle volte. Può capitare di ritrovarsi all’interno di una corte senza nemmeno averlo chiesto e di rimanere quieti in un angolo a gustarsi lo spettacolo.
Le principesse e i principi agitano le mani, sorridono, si lisciano i capelli perfetti. Raccontano aneddoti brillanti, si divertono a introdurvi nel mondo dei cento soprannomi che hanno rifilato a questo o a quel conoscente. Senza nemmeno accorgersene, vi apprezzano di più se raccontate di avere relazioni con qualche categoria professionale che “guadagna i bei soldi”.

In breve tempo, quel mondo inaccessibile quando eravate ragazzi vi si apre di fronte. Scuole prestigiose, indubbie passioni “colte” per scrittori e ballerini, conoscenze illustri. Tutto si srotola insieme al red carpet.
E poi, in un angolo, la fragilità umana di chi ha bisogno di una corte compiacente per Sentirsi, per percepirsi in vita.
Allora, in fondo, si svelano del tutto indispensabili quei tanti “senza nome” che rimangono dietro le transenne sperando di poter camminare almeno una volta sul red carpet.
Senza di loro, le principesse cadono a terra come tante bambole senza vita.
postato da kiaralastrega alle ore 11:51 | link | commenti
categorie: viaggi, ricerca, bruxelles, esclusione
mercoledì, 06 agosto 2008

La mia pancia dice

 Un paio di domande. Una breve incursione nella “vita reale” dell’Italia, prima che “le budella mi si aggroviglino ancora di più” (per citare Julia Roberts in “Pretty Woman” e non smentire la mia fama di svampita).
 
1. Il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga e la “pista palestinese” sull’attentato alla stazione di Bologna.
Credo abbia già detto tutto Giuseppe D’Avanzo nel suo articolo “Bologna, le ombre e le intenzioni” su La Repubblica di lunedì 4 agosto.
Ma io mi chiedevo, signor presidente, non sarebbe il caso di fare pace con il cervello o in alternativa di “tirare le cuoia” – politicamente parlando, s’intende – una volta per tutte?
 
2. Le faide di Rifondazione e il “nuovo corso” di Ferrero.
Anche qui sorge un dubbio: quale appeal politico pensa di poter avere, mio caro segretario, se dichiara che per la sua formazione politica “è stata una stranezza stare al Governo” ? L’opposizione è sempre stato un mestiere onorevole, ma non pensa che un simile schema mentale la conduca ad apparire come uno capace di puntare il dito, che non vuole responsabilità concrete e reali? Non pensa che la sfida vera dovrebbe essere governare, proporre, ideare, progettare, dare una mano anziché attendere in un angolo che i tempi maturino “per una nuova lotta di classe”?
E soprattutto, non le pare che parlare ancora di “lotta di classe” non rispecchi i tempi e che forse dovreste sedervi a un tavolo e ripensare i vostri punti cardine in modo da attrarre di nuovo a voi tutti i giovani che si sentono parte di una “generazione perdente” che è sempre più convinta – per dirla con Ilvo Diamanti – che non riuscirà “nel corso della vita a migliorare la posizione sociale dei propri genitori?” Non crede che ce lo meritiamo, Ferrero?
 
3. Eluana Englaro.
Volevo chiedere, nell’ordine, a Binetti, Bobba, Carra, Calgaro, Lusetti, Mosella, Ria e Sarubbi, i cosiddetti teodem del Partito Democratico, quando è stata l’ultima volta che hanno parlato con la Englaro. Come hanno fatto a conoscerla così bene, da potersi permettere di dire – dopo non aver partecipato la voto a Montecitorio per sollevare davanti alla Corte Costituzionale il conflitto di attribuzione – : “Vogliamo che Eluana viva”.

Quante notti avete passato accanto al suo letto a tenerle la mano sussurrandole parole che non può comprendere?
Quante volte vi siete svegliati al mattino e avete osservato le sue foto mentre sciava, ballava o si metteva in posa per chi stava dietro l’obbiettivo?
Quante volte avete parlato con lei delle sue idee su cos’è la vita e cos’è la morte?
Pensate veramente di sapere quale possa essere la pena di un padre che decide di lottare per liberare la figlia dalla prigione di un letto, anche se questo significherà poi farle franare sopra qualche metro di terra? 

Rispetto, signori, rispetto. Vi consiglierei di farvi un giro in qualche ospedale prima di ogni nuovo voto che dovrete dare in Parlamento e soprattutto prima di aprire la bocca e dare fiato. Amen.


 
4. Immigrazione e scelte linguistiche.
Qualcuno potrebbe far notare al signor Alberto Ronchey (ministro dei beni culturali durante il governo Amato) che è quantomeno offensivo scrivere, a proposito dell'intensificazione degli sbarchi di immigrati a Lampedusa (Corriere della Sera, 4 agosto):
"Ora il flusso appare crescente MALGRADO i naufragi d'alto mare"?

Se non altro perchè ci sono persone diventate ormai pastura per i pesci di cui non sappiamo proprio nulla...
postato da kiaralastrega alle ore 10:46 | link | commenti
categorie: viaggi, italia, famiglia, ricerca, informazione, pregiudizio, bruxelles, ifg , maleducatissimi
mercoledì, 30 luglio 2008

Scuola e realtà





















Quanto è gratificante lamentarsi dei massimi sistemi!
Il governo, l'azienda, il partito, il caporedattore o il caposervizio, il preside e il professore. Ho sentito tante volte parlare di egoismo. Ho ascoltato persone dissertare per delle ore sulla necessità di fare gruppo, di cooperare.

Quante volte ho sentito ripetere quel famoso detto "...e se non ci si aiuta tra di noi..."... bla bla bla, "la guerra tra i poveri deve finire"...

Chi è oppresso da un sistema che lo ostacola o cerca di tagliarlo fuori, troverà sempre l'aiuto dei cari compagni.
Troverà sempre sulla sua strada uno studente di giornalismo come lui o un redattore semplice, o ancora un "banale" cittadino, che riconoscendo l'uguale provenienza e la fraternità nelle difficoltà gli/le tenderà la mano.
Tra simili ci si aiuta per giocare un brutto tiro al "sistema" che ci vuole divisi.

Tutte balle. Si ride, si scherza, si piange insieme e ci si abbraccia magari. Ci si augura buona fortuna.
Ma mai dare all'altro l'impressione di voler sbeccare "il suo piccolo dominio", il rapporto con "il potere" che ha costruito in qualche modo. Meglio non provarci mai. Vi lascerà per strada.
Che la guerra tra poveri abbia inizio.
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categorie: italia, informazione, bruxelles, esclusione, maleducatissimi, precariato gioventù
martedì, 29 luglio 2008

Thinking of you

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categorie: ricerca, bruxelles
martedì, 29 luglio 2008

Si può contestare?

- da Osservatorio sui Balcani - 

"Negli ultimi giorni la cosa che più mi ha stupito del “sorprendente” arresto del soldato Radovan è stata la mancanza di tatto, e il livello di crudeltà, della “realpolitik” dei vertici dell’Unione Europea. Anche a Belgrado hanno usato più saggezza e forza rispetto a Bruxelles nel pronunciare parole come giustizia, vittime, crimini, tribunale, e persino genocidio. A Bruxelles nessuno voleva né poteva nascondere il significato dell’operazione Karadžić, per come l’avevano visto loro – in questa faccenda loro sono interessati ancora
esclusivamente alla Serbia e alla sua scorciatoia verso l’Europa. Loro vogliono, ad ogni costo, fornire le prove che lì adesso va tutto bene, cosa importantissima per “ragioni strategiche...” Da lì deriva la loro reazione più significativa, quella per la quale la CNN ha interrotto la programmazione: “Una pietra angolare nel cammino della Serbia verso l’Europa…”

Questa constatazione, ad essere sincero, è stata quella che mi ha svegliato completamente nella notte cisposa in cui hanno interrotto il mio profondo sonno ad Amman, in Medio Oriente, nell’Asia più vicina a noi. Non a causa della Serbia, auguri per il buon viaggio, ma per la brutale mancanza di pietà rispetto alla sostanza della storia. Dai signori europei mi aspettavo, di nuovo invano, che dicessero qualcosa sulle vittime e sul crimine terribile, sulla verità e sulla giustizia. Avrebbero potuto mostrare solo in seguito quanto gli tremano le mutande per i timori sulla realtà politica dei Balcani. E questa realtà, secondo loro, è la presenza militare ed energetica russa nel grembo dell’Europa e sul confine della NATO. Tutto questo grazie alla Serbia. La missione spielberghiana di salvare il soldato-criminale già citato aveva perciò una tempistica precisa per diverse ragioni, ed era in totale sintonia con il cinismo politico che non lascia spazio alla giustizia.

Il soldato Radovan, come spesso accade nella vita, è l’ultima persona al mondo sulle cui misure si dovrebbe ritagliare e dipingere la storia. Lui non era neanche un soldato autentico, né comandante né stratega. Il vero soldato-criminale è ancora libero. Si è verificata un’amnesia piuttosto strana nel mondo della politica rispetto al generale Mladić, il criminale che comandava i crimini."  (Zlatko Dizdarević)
postato da kiaralastrega alle ore 14:48 | link | commenti
categorie: diritti umani, informazione, pregiudizio, bruxelles, disfattismo
venerdì, 25 luglio 2008

Passi tra i sassi

 I pedoni consapevoli vengono sempre rispettati: tutte le auto si fermano per lasciarli sfilare sulle strisce.

 L’uva è senza semi quando trova uno scienziato compiacente che le modifichi qualche gene.

 Quando vuoi fotografare le persone al mercato è sempre meglio chiedere il permesso.

 I figli di papà si alzano dal letto solo per coltivare le proprie passioni.

 Bruxelles è piena di figli di papà. Le mamme le hanno lasciate a fare yoga.

 Se decidi di passare l’estate in Belgio portati un impermeabile. E non dimenticare, deve avere il cappuccio sennò sei perduto.

 A Bruxelles c’è sempre vento. La combinazione vento – pioggia distrugge gli ombrelli.

 Lavanda e Commissione Europea si sposano bene.

 Una donna rom mendicava fuori dal palazzo della Commissione mentre in sala stampa i giornalisti estorcevano a un portavoce dell’esecutivo europeo una condanna della politica di Roberto Maroni. La donna non sapeva il significato di impronte digitali e io non sono riuscita a spiegarglielo in francese. La donna non sapeva nemmeno chi era Maroni.

 Un’altra rom mi ha detto che non è vero che rubano i bambini.

 A un’altra donna di origine rom ho chiesto se potevo fare una foto al figlio. 5 euro, mi ha detto.

sulla_mano_di_anversa

 Meglio stare lontani da chi ha il senso dell’umorismo di uno foglio di carta igienica.

 Sorridere. Sorridere sempre.

 Se pensi che un certo personaggio sia uno stronzo fotonico, sorridi ancora di più.

 Gli australiani vivono splendidamente.

 Al capo non sempre è tutto lecito. Soprattutto se ti insulta.

 Se non puoi lavorare, vivi.

 Può capitare di usare la mediocrità degli altri per giustificare la propria volontà di arrendersi.

 Dopo essere stati seduti per un po’ però bisogna rimettersi in piedi.

postato da kiaralastrega alle ore 16:54 | link | commenti (4)
categorie: viaggi, significati, bruxelles, precariato gioventù
mercoledì, 02 luglio 2008

Sonnet - The Verve





My friend and me
Looking through her red box of memories
Faded I'm sure
But love seems to stick in her veins you know

Yes, there's love if you want it
Don't sound like no sonnet, my lord
Yes, there's love if you want it
Don't sound like no sonnet, my lord
My lord

Why can't you see
That nature has its way of warning me
Eyes open wide
Looking at the heavens with a tear in my eye



Yes, there's love if you want it
Don't sound like no sonnet, my lord
Yes, there's love if you want it
Don't sound like no sonnet, my lord
My lord


Sinking faster than a boat without a hull
My lord
Dreaming about the day when I can see you there
My side
By my side


Here we go again and my head is gone, my lord
I stop to say hello
'Cause I think you should know, by now
By now
By now
By now
By now
By now
Oh, by now
postato da kiaralastrega alle ore 14:29 | link | commenti
categorie: viaggi, speranza, ricerca, significati, bruxelles